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La produzione di un videoclip musicaleLa musica indie diventa cartoon pt. 3

Scritto con molto mood da Aldo il giorno 1 febbraio 2012

Ecco la terza ed ultima parte della mini-​guida rela­tiva alla rea­liz­za­zione e pro­du­zione di un video­clip musi­cale. Potete tro­vare le parti pre­ce­denti qui:

  1. scelta del sog­getto e ste­sura della sto­ry­board e della video­board del videoclip
  2. cha­rac­ters, back­ground design e ani­ma­zione del videoclip

In quest’ultima parte, invece, affron­te­remo il lighting, gli effetti spe­ciali, il com­po­si­ting e l’output finale, otte­nuto tra­mite il ren­de­ring. Buona lettura!

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La produzione di un videoclip musicaleLa musica indie diventa cartoon pt. 2

Scritto con molto mood da Aldo il giorno 30 gennaio 2012

Con­ti­nua, come pro­messo, la nostra guida alla rea­liz­za­zione e pro­du­zione di un video­clip musicale.

Se vi siete persi la prima parte, è bene dar­gli un occhio; riguarda infatti la scelta del sog­getto, la crea­zione della sto­ry­board e della video­board.

In que­sto post invece trat­te­remo la crea­zione dei cha­rac­ters, il design dei back­ground e l’animazione del videoclip …

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La produzione di un videoclip musicaleLa musica indie diventa cartoon pt. 1

Scritto con molto mood da Aldo il giorno 28 gennaio 2012

Il suc­cesso di un gruppo indi­pen­dente non deriva solo dalla musica che fa, ma anche dall’immagine che il gruppo dà di sé: con, ad esem­pio, un buon boo­tleg, un bell’artwork o un bel foto book, ma anche e soprat­tutto con i video­clip è pos­si­bile gestire que­sto aspetto e rag­giun­gere i risul­tati desiderati …

Poi­ché da poco è stato pub­bli­cato il primo video­clip uffi­ciale dei Mai Per­so­nal Mood, Bluette, per­ché non discu­tere di come si fa un video­clip musi­cale? Come nasce, come si svi­luppa e come sce­gliere la tipo­lo­gia di clip da produrre?

Bene, par­tiamo da zero e pro­viamo a capirci qualcosa.

Punto primo: il video­clip deve diven­tare il vestito del brano scelto, deve legarsi per­fet­ta­mente ad esso. Le imma­gini devono rac­con­tare le stesse sen­sa­zioni che esprime la musica in que­stione. Anche senza audio i fra­mes devono rie­vo­care quanto più pos­si­bile i suoni del pezzo. Ad esem­pio, con­si­de­rando l’atmosfera gio­cosa di Bluette è stata scelta come tec­nica l’animazione Flash, facendo reci­tare cha­rac­ters 2d anzi­ché attori reali.

Ma andiamo con calma: l’argomento è vasto e per­ciò, al fine di ren­dere tutto più chiaro e sem­plice abbiamo diviso que­sta guida alla pro­du­zione di un video­clip in 6 step fondamentali.

Nel pro­sie­guo di que­sto post ini­zie­remo ad affron­tare que­sto argomento …

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The stylophone beatbox

Scritto con molto mood da Francesco il giorno 20 gennaio 2012

Vi ricor­date dello sty­lo­phone pre­sen­tato qual­che mese fa? Bene, qual­che mese dopo eccovi suo fra­tello, lo sty­lo­phone beat­box.

Stylophone Beatbox 300x271   The stylophone beatbox

Cos’è?

È una pic­cola drum machine che si tiene sul palmo di una mano, pro­prio come lo sty­lo­phone, in grado di creare cose molto belle se usata bene: bei bassi, bat­te­rie old school ecc. ecc..
Met­tiamo le cose in chiaro: come la mag­gior parte degli sty­lo­phone, il prezzo non è asso­lu­ta­mente alto: circa 25€ per un gio­cat­to­lino dav­vero niente male icon wink   The stylophone beatbox (update: qui lo tro­vate addi­rit­tura a soli 15€   The stylophone beatbox icon smile   The stylophone beatbox )

Ma vediamo ora un po’ più di dettagli …

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Le misure non contano: il Monotron

Scritto con molto mood da Andrea il giorno 17 gennaio 2012

Che le misure non con­tino pare sia una cosa asso­data, o almeno così si dice … In ogni caso il Mono­tron «Ana­lo­gue Rib­bon Syn­the­si­zer» pare con­fer­mare il detto. Ora è il momento di rac­con­tare l’approccio a que­sto stru­mento par­tendo dal rien­tro in studio …

Il nuovo arri­vato è un Monotron !

Ulti­ma­mente si è tor­nati in stu­dio per ini­ziare a fare i conti con i brani che fini­ranno nel disco… Ovvia­mente ini­ziare una nuova pro­du­zione signi­fica miglio­rare e se neces­sa­rio cam­biare alcuni ele­menti che hanno con­trad­di­stinto la pre­ce­dente produzione.

Noi abbiamo comin­ciato dalla sono­rità: ele­mento car­dine che curiamo al det­ta­glio da sem­pre, la scelta tim­brica degli stru­menti e con­se­guen­te­mente il suono degli stessi è una delle cifre sti­li­sti­che che ren­dono un gruppo riconoscibile.

Insomma si è entrati in stu­dio e si è detto: bene, met­tiamo le mani sul vec­chio amico The­re­min e sul nuovo arri­vato Mono­tron.

Il Mono­tron, pro­dotto da Korg, è un sin­te­tiz­za­tore ana­lo­gico a tutti gli effetti, rac­chiuso in una sca­to­letta dalle dimen­sioni di un iPhone o di una Psp por­ta­tile. Pare un gio­cat­tolo quindi, ma in realtà è in grado di spri­gio­nare un suono paz­ze­sco tipico dei grandi synth tar­gati Korg.

Entriamo nel det­ta­glio (senza esa­ge­rare ovvia­mente): il Mono­tron, «Ana­lo­gue Rib­bon Syn­the­si­zer» come spe­ci­fi­cato sul sito della casa pro­dut­trice, è costi­tuito sem­pli­ce­mente dagli ele­menti base della sin­tesi analogica:

  • un oscil­la­tore (Vco),
  • un fil­tro (Vcf),
  • un LFO che può con­trol­lare (attra­verso due moda­lità) Pitch e Cutoff.

Ha un’ uscita cuf­fie (mini jack) e un ingresso Aux che può ren­dere il Mono­tron un fil­tro per segnali esterni. Non ha tasti per­ciò si suona con un con­trollo «Rib­bon», ovvero una spe­cie di nastro sen­si­bile al tocco delle dita o per gli amanti della pre­ci­sione (sem­pre se si bec­cano le note) con una clas­sica pen­netta da touchscreen.

Veniamo a cose più inte­res­santi (i pip­poni tec­nici li tro­vare su altri blog): a noi piace uti­liz­zarlo sfrut­tando le fre­quenze basse pro­dotte dal pitch dell’oscillatore, come se fosse un synth bass, per poi sma­net­tare con il rate sulla moda­lità LFO.

Otte­niamo un suono grezzo e deciso che pro­dotto da una mac­chi­netta di que­ste dimen­sioni sem­bra una presa per il culo! icon smile   Le misure non contano: il Monotron

Ecco un sam­ple espor­tato appo­sta per voi da uno dei nostri espe­ri­menti:

Se anche voi volete sma­net­tare con la sin­tesi sot­trat­tiva a basso costo con­si­gliamo di acqui­stare un bel Korg Mono­tron su amazon!   Le misure non contano: il Monotron

Con­clu­dendo

Bè, noi vi invi­tiamo ad aspet­tare l’uscita delle nuove songs, ascol­tare per cre­dere insomma … Intanto sap­piate che i malati della Korg hanno da poco messo al mondo il Mono­tribe, altro gio­iel­lino che appena capi­terà fra le nostre mani finirà su que­sto blog e altre due ver­sioni del Mono­tron di cui vi par­le­remo a breve !

Se volete farci un bel regalo, potete acqui­starlo qui   Le misure non contano: il Monotron, e con­se­gnar­celo (anche a mano, no pro­blema) ! Tut­ta­via già sap­piamo che, non appena pro­vato, lo ter­rete per voi…

Ah dimen­ti­cavo una cosa troppo figa: il Mono­tron ha un pic­colo alto­par­lante, per cui se siete in metro e volete rom­pere le palle a qual­cuno può diven­tare uno stru­mento fasti­dio­sis­simo ed effi­cace per allon­ta­nare even­tuali peri­coli icon wink   Le misure non contano: il Monotron

Bluette: il video ufficiale

Scritto con molto mood da admin il giorno 24 dicembre 2011

In molti si sono chie­sti se un video dei Mai Per­so­nal Mood fatto a dovere, girato bene, in alta qua­lità, con una bella sto­ria, uscisse mai.
C’è voluto un po’ di tempo, un tempo fina­liz­zato per lo più alla pro­du­zione del video, un video cer­ta­mente non tra­di­zio­nale: si tratta di un car­tone ani­mato.
Abbiamo pen­sato che l’atmosfera di “Bluette” fosse quella più adatta ad un’interpretazione gio­cosa affi­data ad imma­gini ani­mate.
Bluette, non a caso, è stato il sin­golo del nostro Ep L’Heure dEPart uscito a Gen­naio 2011 (Forears Debut).

Il video ha la regia e il mon­tag­gio di Andrea Castel­lani, ani­ma­tore dello stu­dio Car­to­ba­leno che da anni opera nel set­tore dell’animazione.
Non sono man­cate le ope­ra­zioni fatte in casa che con­trad­di­stin­guono l’ambito indi­pen­dente: le ani­ma­zioni sono a cura di Aldo Leo (il nostro bat­te­ri­sta), ed altri amici: Claudia Weber e Tania San­droni, hanno dato man forte nei vari step della realizzazione.

Il sog­getto è opera nostra, rispec­chia l’idea che è alla base della can­zone, si rife­ri­sce quindi alla dif­fi­coltà di avere un rap­porto gio­coso con la vita in età adulta.
Il pro­ta­go­ni­sta, un busi­ness man alie­nato nel gri­giore di giorni tutti uguali, avrà modo di ricredersi…

L’uscita è stata pro­gram­mata come una sorta di regalo nata­li­zio, di con­se­guenza con­si­gliamo di clic­care «play» con un buon panet­tone, un bel camino acceso e lo zio ubriaco a fianco (c’è n’è sem­pre uno a Natale).

Buona visione e tanti auguri!

Mai Per­so­nal Mood


p.s.: fateci sapere cosa ne pen­sate tra­mite i com­menti o sulla nostra pagina face­book.

Un live sui Sassi di Matera

Scritto con molto mood da Michele il giorno 27 agosto 2011

Canosa, 10 Luglio 2011.
Ore: 15.30. Via Dante Ali­ghieri, Saletta dei Mood.
Siamo pronti a par­tire, in ritardo come al solito … Ad ogni par­tenza sal­tano fuori, all’ultimo momento, come sem­pre, miliardi di cose da fare. Ma va bene. Mat­teo guida. Andrea si è già tolto le scarpe appena salito in mac­china per­ché il fur­gon­cino è un po’ casa nostra. Aldo ha caldo come al solito; come dar­gli torto: fuori cisa­ranno 50 miliardi di gradi !!! Cic­cio ha le sue medi­cine. Ed io mi cago sotto per­ché domani ho un esame all’università …
Ok si parte: desti­na­zione Matera! Ci aspetta lo Smart Reloa­ded Festi­val !!!
The Suburbs è già in play e ci ispira che è una mera­vi­glia. 15 minuti dopo squilla il cel­lu­lare, è radio Sher­wood per l’intervista. «OH MATTEACCOSTA CHE NON SI SENTE UN CAZZO!» E quindi fac­ciamo l’intervista nella piaz­zolla di sosta: spet­ta­colo!!! Men­tre Andrea risponde alla domande die­tro ci fac­ciamo i gavet­toni. Sulla strada incro­ciamo la fab­brica Blu­che è stata una delle fonti di ispi­ra­zione del titolo di Bluette.

Arri­viamo a Matera e fa un caldo bestiale. Ci inol­triamo nel rione sassi che cre­de­vamo di cono­scere così bene e invece … Giriamo l’angolo e ci tro­viamo una splen­dida piaz­zetta: palco, a sini­stra una chiesa che si affac­cia diret­ta­mente sulla gra­vina e a sini­stra i sassi. Fac­ciamo il check dopo aver aspet­tato che finisse la messa (nella chie­setta di cui sopra) e poi ci rilas­siamo prima del live. Birra, amici vec­chi e nuovi e un po’ di stu­dio per me con rela­tiva presa per il culo gene­rale. Ah ci scappa pure un sano “cra­pan­daun” visto che final­mente mi sono tagliato i capelli. È il nostro turno, saliamo sul palco. Gli attimi che pre­ce­dono il live sono sem­pre molto con­ci­tati: biso­gna col­le­gare i Synth al mixer ed alla scheda audio, accor­dare le chi­tarre, siste­mare i suoni degli ampli, set­tare la bat­te­ria, pro­vare che sia tutto posto. Il primo pezzo è Bluette e la sca­letta corre via veloce e si chiude con la coda spe­ri­men­tale di un nuovo pezzo (il vec­chio e il mare). L’apice emo­zio­nale è sicu­ra­mente su Senza costume, un nuovo pezzo che abbiamo suo­nato anche fuori dal “Vicolo cieco” in stile Bei­rut (come ci è stato fatto notare). Men­tre suo­niamo alzo gli occhi al cielo e mi lascio tra­spor­tare dalla magia della situa­zione. Il palco, le luci, la gente e i sassi illu­mi­nati. Una fusione tra tra­di­zione a con­tem­po­ra­neità che non ha pari e che mi tra­sporta in una spe­cie di trance da cui mi sve­glio solo a fine pezzo.
Il live fini­sce tra i com­pli­menti di amici e per­sone che ci hanno ascol­tato per la prima volta. Siamo molto con­tenti e sod­di­sfatti di tutto. Cari­chiamo il fur­gon­cino e usciamo dal rione sassi, dopo aver inu­til­mente cer­cato di aiu­tare i Sismica, uno dei gruppi che suo­nava al Festi­val e che aveva pro­blemi con la mac­china (tran­quilli alla fine sono riu­sciti a tor­nare a casa). Par­tiamo con tutte le imma­gini di una bel­lis­sima serata pas­sata in un posto fan­ta­stico che ci ispira incre­di­bil­mente ad ogni visita ben strette nelle nostri menti.

Tor­nati a Canosa si sca­ri­cano gli stru­menti e ci si saluta. Ma per me l’11 luglio è appena ini­ziato, mi atten­dono poche ore di sonno, un viag­gio per Roma e l’esame. Ma que­sta è un’altra storia …

L’infinito mondo dei plug-​inVst Effects in Ableton Live

Scritto con molto mood da Andrea il giorno 16 luglio 2011

Nel post pre­ce­dente abbiamo par­lato di vst intru­ments in rife­ri­mento a synth spe­ci­fici, ma come accen­nato esi­stono, e sono molti, plug-​in di effetti, chia­mati vst effects, che pos­siamo in ugual modo asso­ciare alle nostre trac­cie audio/​midi.

Vst Effects

Par­tiamo subito citando i plug-​in vst effects più uti­liz­zati: si tratta del pac­chetto Waves al cui interno tro­viamo equa­liz­za­toricom­pres­sori di effi­ca­cia sorprendente.

Rela­ti­va­mente ad effetti quali distor­sioni, river­beri e delay, una recente sco­perta è stata l’Ohmi­cide (un nome fan­ta­stico) della Ohm Force, una distor­sione poten­tis­sima su diverse bande che genera dei feed­back aggres­sivi e rumorosi.

Ohmicide vst effects plugin ableton live 640x363   Linfinito mondo dei plug in<span/>Vst Effects in Ableton Live

Per­so­nal­mente non ho esi­tato a pro­vare l’effetto su suoni di elec­tric piano piut­to­sto che di chi­tarre ed ho otte­nuto dei risul­tati sor­pren­denti: suoni «grossi e distorti» che rie­scono comun­que a man­te­nere la tim­brica del piano elettrico.

Piano Feed­back con Ohmicide

Que­sto suono è stato rea­liz­zato con un comune elec­tric piano della libre­ria Elec­tric (Able­ton Live) a cui è stato asso­ciato un delay e l’Ohmi­cide in questione.

Il con­si­glio è di non per­dere la testa, pro­vare quello che rite­nete neces­sa­rio e badare sem­pre alle pro­prie esi­genze cer­cando di ovviare ai clas­sici uti­lizzi, solo così potete sco­prire nuovi mondi sonori, ter­ri­tori segreti e sconosciuti …

L’infinito mondo dei plug-​inVst Instruments in Ableton Live

Scritto con molto mood da Andrea il giorno 8 luglio 2011

L’argomento di que­sto post sono i plug-​in vst, in par­ti­co­lare i vst instru­ments.

Chi ha un pò di dime­sti­chezza con i soft­ware di pro­du­zione musi­cale sa che prima o poi deve con­fron­tarsi con lo scon­fi­nato mondo dei plug-​in e sa che ci per­derà la testa: «Cazzo milioni di suoni, milioni di drum machine, milioni di synth, milioni di effetti !».

Cosa sono i plug-​in ?

I plug-​in sono dei com­po­nenti aggiun­tivi, ovvero dei veri e pro­pri stru­menti che aggiun­giamo al nostro soft­ware in base alla tipo­lo­gia del loro utilizzo.

Pos­siamo divi­dere que­sti stru­menti «aggiun­tivi», i plug-​in vst, in due cate­go­rie basate sulla loro fun­zio­na­lità: la prima è rela­tiva agli «instru­ments», di cui par­le­remo in que­sto post; la seconda ai cosi detti «effects» di cui par­le­remo nel post a seguire

VST Instru­ments

In campo pret­ta­mente tec­nico, in rela­zione alla prima cate­go­ria, si parla di vst, che sta per Vir­tual Instru­ment, o se volete vst instru­ments; lo stan­dard intro­dotto da Stein­berg che per­mette l’utilizzo e la con­nes­sione mediante segnali Midi fra soft­ware e hard­ware. Pic­cola nota: oltre a que­sta cate­go­ria tro­viamo anche gli AU (Audio Units) rela­tivi al sistema ope­ra­tivo Mac OSx e i RATS (Real Time Audio Suite) per i sistemi Pro Tools.

Dopo que­sto pip­pone immenso, sic­come a noi piace suo­nare e non rac­con­tare le cose che potete tro­vare su wiki­pe­dia andiamo al dun­que, si parte con i vst instru­ments (occhio che ci sono anche degli esempi concreti) …

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Lo stylophone I piccoli strumenti musicali fanno grandi le differenze…

Scritto con molto mood da Francesco il giorno 28 giugno 2011

rolf harris stylophone e1309101262282 150x150   Lo stylophone <span/>I piccoli strumenti musicali fanno grandi le differenze...Lo sty­lo­phone (in ita­liano: sti­lo­fono) è un pic­colo stru­mento musi­cale che ogni musi­ci­sta dovrebbe possedere. Perché? Eccovi un breve elenco di motivi stu­pidi e non.

Lo sty­lo­phone è figo, tasca­bi­lis­simo, e poco costoso (con circa 30€ potete com­prare quello usato dai Mai Per­so­nal Mood!   Lo stylophone <span/>I piccoli strumenti musicali fanno grandi le differenze...); inol­tre è facile da usare, e pos­siamo usarlo quando suo­niamo nei set acu­stici, in elet­trico, quando si vuol improv­vi­sare un live negli auto­grill.

Insomma, care fidan­zate di musi­ci­sti, non dispe­rate: il vostro ragazzo non può non apprez­zare lo sti­lo­fono come regalo (in fondo al post il link per acqui­stare la rie­di­zione dello sty­lo­phone ori­gi­nale a pochi spic­cioli) ! icon wink   Lo stylophone <span/>I piccoli strumenti musicali fanno grandi le differenze...

Esi­stono pic­coli stru­menti musi­cali in grado di cam­biare il senso di un pezzo, a livello crea­tivo, in fase di arran­gia­mento o di ese­cu­zione live… Pic­coli stru­menti musi­cali pos­sono fare grandi dif­fe­renze… Sarete poi voi a deci­dere se vale la pena uti­liz­zarlo o no.

Sty­lo­phone: sto­ria e curiosità

Lo sty­lo­phone è stato inven­tato nel 1967 da Brian Jar­vis ed ebbe fin da subito un grande suc­cesso, infatti, furono subito ven­duti circa tre milioni di esem­plari sotto il mar­chio Dubreq. Suc­ces­si­va­mente, gra­zie anche al testi­mo­nial pub­bli­ci­ta­rio dello stru­mento, il musi­ci­sta Rolf Har­ris lo sty­lo­phone incre­mentò le sue ven­dite e venne pre­sen­tato soprat­tutto come stru­mento musi­cale giocattolo.

Fu com­mer­cia­liz­zato come «organo elet­tro­nico tasca­bile» e chiun­que poteva suo­narci senza alcuna for­ma­zione musi­cale; avere lo sty­lo­phone negli anni 70 era una moda, il gio­cat­tolo musi­cale che ognuno aveva in casa, ini­zial­mente molto attraente, ma in ultima ana­lisi come in molti rac­con­tano, desti­nato alla pattumiera …

La sto­ria legata alla ven­dita velo­cis­sima dello stru­mento verrà infatti ricor­data come una sto­ria di suc­cesso per il marketing.

Dopo anni di silen­zio, pro­prio come accadde per il the­re­min, lo sty­lo­phone torna alla ribalta con ver­sioni moderne e anche più economiche.

Cos’è? Come fun­ziona? Come suona lo stylophone?

È uno stru­mento musi­cale molto pic­colo, si tiene sul palmo di una mano.

A livello elet­tro­nico è for­mato da pochis­sime com­po­nenti quali una tastie­rina metal­lica col­le­gata attra­verso un resi­store ad un pic­colo oscil­la­tore interno.

La cosa bella di que­sto stru­mento? Lo suo­niamo con una pen­netta legata ad un filo, esatto: appena pog­giamo o tra­sci­niamo la penna elet­tro­nica sulla tastiera metal­lica dello stru­mento, que­sto suona.

Pos­siamo sce­gliere inol­tre, tre tipi di suoni: clas­sic, synthbass e sce­gliere gra­zie ad uno switch pre­sente a sini­stra della tastiera un suono «dritto» o «vibrato».

Ecco sty­lo­pho­niac, un pic­colo e sim­pa­tico docu­men­ta­rio a cura di Brett Domino … Guardate!

Un ulte­riore docu­men­ta­rio da non per­dere a riguardo è Mother­board Sty­lo­phone, parte Iparte II (clic­cando su que­sti link potrete como­da­mente guar­darli qui!), in cui parla diret­ta­mente il suo idea­tore, Brian Jarvis.

Chi lo usa?

Sono molti i musi­ci­sti che hanno uti­liz­zato lo sty­lo­phone in pas­sato e che lo usano tutt’ora.

Ecco qual­che nome: David Bowie ha usato lo stru­mento in molti suoi brani ad esem­pio Space Oddity, i Kraft­werk per Poc­ket Cal­cu­la­tor; men­tre in Ita­lia Mor­gan lo uti­lizza durante i suoi live.

È tutto (o quasi) gente, lo sty­lo­phone può pia­cere o meno, c’è chi lo con­si­dera uno stru­mento musi­cale molto inte­res­sante e chi pensa sia sem­pli­ce­mente un gio­cat­tolo: noi pre­fe­riamo la prima! icon wink   Lo stylophone <span/>I piccoli strumenti musicali fanno grandi le differenze... Voi invece ?

Dimen­ti­cavo, tra le tante ver­sioni fisi­che dello stru­mento dispo­ni­bili, c’è anche un’applicazione per Iphone che ripro­duce molto fedel­mente il suo suono!

Diver­ti­tevi quindi a suo­nare e un giorno ci ritro­ve­remo sul palco sol­tanto con i nostri iPhone: cosa posi­tiva o nega­tiva? Diteci cosa ne pen­sate a riguardo!
Di sicuro vor­rebbe dire non «stra­ca­ri­care» il fur­gon­cino di stru­menti musi­cali e viag­giare più comodi … icon smile   Lo stylophone <span/>I piccoli strumenti musicali fanno grandi le differenze...

Ora vi lascio diver­ti­tevi ascol­tando que­sto brano di Brett Domino (pre­state atten­zione a cosa accade al minuto 4:26).

Ah, infine, nel caso vogliate acqui­starlo, sap­piate che al momento è in ven­dita (a soli 15€ circa) con un super sconto   Lo stylophone <span/>I piccoli strumenti musicali fanno grandi le differenze... lo sty­lo­phone ori­gi­nale «The Ori­gi­nal Poc­ket Elec­tro­nic Organ» con alcune migliorie !

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